“Il signore della messe” (Lc 10,2) Nel Vangelo secondo Luca la missione dei 72 discepoli fa allusione alla quantità di nazioni pagane descritta in Genesi 10. Nell’invio di questi discepoli, abbiamo l’orientamento preciso del maestro per andare in “tutte le città e luoghi” (Lc 10,1) indicando che la missione della Chiesa è giustamente essere segno del Regno di Dio in tutti gli ambienti, in tutti i luoghi e anche nelle “periferie esistenziali” indicate da Papa Francesco. Nel Vangelo, Gesù chiarisce la finalità e origine della missione, informa sulla responsabilità degli inviati e chi sono i destinatari. Gesù lascia chiaro che la missione non è frutto di decisioni o impegni meramente umani. Il responsabile per la missione è Dio, il “Signore della messe”. A Lui spetta la salvezza e per questo suscita annunciatori del Suo Regno. Il missionario deve essere sereno e coraggioso, e avere fiducia in chi lo ha inviato. L’attività missionaria non è un palco illuminato perché il discepolo sia messo in evidenza. Ciò che è più importante è la Parola che annuncia perché questa cura e salva. San Massimiliano Kolbe sapeva che la sua missione non era solamente un’attività programmatica. Lui era cosciente che doveva viverla nell’obbedienza verso Dio, in comunione con la Chiesa e dentro l’Ordine Francescano. Nel 1932, Padre Kolbe ha scritto una lettera ricolma di emozione dentro un treno; conforme leggiamo: “È un sabato di Maggio. ‘Kyūkō’, un treno direttissimo, mi sta portando in direzione della città di Kobe, ove giungerò domattina. A quale scopo? Per procurarmi il visto e acquistare un biglietto per l’India. E perché fino laggiù? Il Reverendissimo Padre Provinciale, Cornelio Czupryk, mi ha risposto, perciò cosi vuole l’Immacolata, che all’arrivo di Padre Costanzo sarebbe stato possibile guardarsi attorno per un’altra Niepokalanów. Ormai egli è arrivato con gli altri tre Fratelli della Niepokalanów polacca; di conseguenza, è tempo ormai” (Scritto di San Massimiliano Kolbe 426). Kolbe sapeva che la sua ora era arrivata nel contesto della missione giapponese e che c’era ancora molto da fare in Asia. Lui non è partito solamente come un uomo bravo in strategia, ma come autentico missionario, il quale sa che “l’Immacolata svolge dolcemente, ma anche fortemente, la Sua opera. In principio tante e tante difficoltà ci impacciavano la strada, e qualche volta si credeva che ogni attività era vana. Ma l’Immacolata cambiò tutto questo in maggior bene e così fa continuamente” (Scritto di San Massimiliano Kolbe 465). Sapendo che l’Immacolata ci conduce in questo modo, la Milizia dell’Immacolata è chiamata a seguire con i militi per tutti gli angoli del mondo. All’impulso missionario di San Massimiliano, dobbiamo aggiungere l’invito di Papa Francesco per una Chiesa in uscita. “In questo ‘andate’ di Gesù, sono presenti gli scenari e le sfide sempre nuovi della missione evangelizzatrice della Chiesa, e oggi tutti siamo chiamati a questa nuova ‘uscita’ missionaria”, scrive Papa Francesco nella Evangelli Gaudium. Il Pontefice presenta anche la responsabilità di definire i cammini della missione. “Ogni cristiano e ogni comunità discernerà quale sia il cammino che il Signore chiede, però tutti siamo chiamati ad accettare questa chiamata: uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo” (20). I missionari che sono presenti in tutto il mondo e i militi che si dedicano alla santificazione personale nei diversi ambienti, hanno bisogno della preghiera di tutta la comunità per il discernimento dei cammini di questa “Chiesa in uscita”. Le mani che si aprono verso gli altri nella missione si uniscono alle mani che si elevano in preghiera nel cuore di Dio, il Signore della messe, il Padre nostro.
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Perché la Chiesa sostenga con la preghiera incessante l’attività dei missionari.
il testamento di bernadette soubirous
PREGHIERA PER GLI AMMALATI A te, Vergine di Lourdes, al Tuo Cuore di Madre che consola, ci rivolgiamo in preghiera. Tu, Salute degli Infermi, soccorrici e intercedi per noi. Madre della Chiesa, guida e sostieni gli operatori sanitari e pastorali, i sacerdoti, le anime consacrate e tutti coloro che assistono i malati. Madre dell’Amore, facci discepoli del Tuo Figlio, il Buon Samaritano, affinché tutta la nostra vita diventi in Lui servizio d’amore e sacrificio di salvezza. Amen O Vergine Immacolata, Madre di Misericordia, salute degli infermi, rifugio dei peccatori, consolatrice degli afflitti, Tu conosci i miei bisogni, le mie sofferenze; degnati di volgere su di me uno sguardo propizio a mio sollievo e conforto. Con l’apparire nella grotta di Lourdes, hai voluto ch’essa divenisse un luogo privilegiato, da dove diffondere le tue grazie, e già molti infelici vi hanno trovato il rimedio alle loro infermità spirituali e corporali. Anch’io vengo pieno di fiducia ad implorare i tuoi materni favori; esaudisci, o tenera Madre, la mia umile preghiera, e colmato dei tuoi benefici, mi sforzerò d’imitare le tue virtù, per partecipare un giorno alla tua gloria in Paradiso. Amen. 3 Ave Maria Nostra Signora di Lourdes, prega per noi. Sia benedetta la Santa ed Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria, Madre di Dio.
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O Santa Bernadette, fanciulla semplice e pura, che hai contemplato diciotto volte a Lourdes la bellezza dell’Immacolata e hai pregato con Lei e che poi hai voluto nasconderti nel chiostro di Nevers e offrirti a Dio per i peccatori, ottienimi quello spirito di purezza, di semplicità, di mortificazione e di preghiera che condurrà anche me alla visione di Dio e di Maria in Cielo. Amen.
11 febbraio 2019 - XXVII giornata mondiale del malato