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SEDI DELLA MILIZIA DELL’IMMACOLATA IN ITALIA
Che il Santo Padre senta sempre il sostegno di tutta la Chiesa che prega per il suo ministero
scuola di formazione nazionale m.i. 2019
Introdotta la Causa di Beatificazione di fra’ Antonio Mansi
da ricordare…
scuola di formazione nazionale m.i. 2019
RELAZIONI
ROMA
“Le porte degli inferi non prevarranno contro di essa” (Mt 16,18) Alle volte può sembrare che nel Vangelo di Matteo sia esaltata la figura di P i e t r o . Ma, in verità, il Vangelo presenta la solidità della fede di una persona che ha incontrato in Gesù “il Messia, il Figlio del Dio vivo” (Mt 18,16). Pietro non rappresenta un uomo che ha ricevuto dei poteri e chiavi di oro dalle mani di Gesù. Ma è un pescatore che ha ricevuto una missione ed è diventato “pescatore di uomini”, e, per la sua fede, ha ricevuto anche un segno delle chiavi che rivelano il legame con il Regno di Dio. La fede di Pietro non è ripetizione di formule, ma una rivelazione della sua esperienza con Gesù. Pietro non credeva solamente che Gesù è anche Dio, ma vedeva tutta la missione realizzata da Gesù riconoscendolo come il figlio inviato. San Massimiliano Kolbe, figlio della sua epoca, nutriva un grande amore verso il Papa e lo difendeva contro i diversi attacchi che soffriva. Lo spartiacque della sua azione è stato quello di fondare la Milizia dell’Immacolata dopo aver visto gli attacchi contro il Papa, nella piazza di San Pietro, nel 1917. In quel periodo, c’erano molte pubblicazioni contro la Chiesa distribuite nelle stazioni dei treni e diffuse nelle università. Per combattere questi oppositori della Chiesa, padre Kolbe si è impegnato con pubblicazioni impresse capaci di entrare in questi ambienti e nelle famiglie, soprattutto. Nella conclusione di una lettera, san Massimiliano ha scritto: “che possiate prepararvi bene per la lotta contro i nemici di Dio, dell’Immacolata, della Chiesa, del Papa e di tutte le anime”. La Chiesa e il Papa non sono solo un’istituzione e una persona. Entrambi rappresentano Cristo e la fede della comunità cristiana. Oggi, chi sono i nemici della fede? Chi sono gli avversari del Papa? Quali sono le attitudini contrarie al cristianesimo? Forse sono l’indifferenza, l’autoreferenzialità, il relativismo; leaders politici, sistemi finanziari e strutture ingiuste; barriere contro i valori cristiani nelle famiglie, nelle relazioni e negli ambienti che frequentiamo, sono simili alle sfide che Kolbe ha affrontato in quel tempo. Papa Francesco chiede preghiere costantemente ai fedeli perché sa che il suo ministero è un servizio dentro alla grande comunità di fede che è la Chiesa. Francesco afferma: “Dal momento che sono chiamato a vivere quanto chiedo agli altri, devo anche pensare a una conversione del papato. A me spetta, come Vescovo di Roma, rimanere aperto ai suggerimenti orientati ad un esercizio del mio ministero che lo renda più fedele al significato che Gesù Cristo intese dargli e alle necessità attuali dell’evangelizzazione” (Evangelii Gaudium 32). Il Papa ha iniziato una riforma della Chiesa da dove era possibile, cioè, a partire dalla sua persona. Anche noi, militi, dobbiamo cambiare, migliorare la Milizia dell’Immacolata a partire da noi stessi. Pregare per il Papa è una manifestazione di fede in Cristo. Nel testo conclusivo della quinta Assemblea Generale dell’Episcopato Latino-Americano e Caribenho, realizzata in Brasile nel 2017, i vescovi hanno sottolineato che “l’amore verso il Papa e gli altri pastori, l’amore verso la Chiesa universale come grande famiglia di Dio, non può mai lasciare i propri figli soli o nella miseria” (Documento di Aparecida 207).
Carissima famiglia dell’Immacolata, La Quaresima è il tempo del ritorno. Il desiderio di Dio è come il richiamo forte che sentiamo prima di affrontare un viaggio sempre desiderato, ogni volta frenato dai rumori esterni che assorbono le nostre energie senza lasciarci quel tempo necessario per immergerci totalmente in noi stessi. Questo ritornare a Dio, diviene il senso del cammino quaresimale per ritrovare il vero rapporto con Lui, scandito dalle opere che ci suggerisce il Vangelo: elemosina , preghiera e digiuno . Occorre vivere la Quaresima come una primavera spirituale nella nostra esistenza di fede, nel rapporto con il Signore, nella preghiera, nell’accostarsi ai sacramenti, nel vivere relazioni di carità verso gli altri, aspetti forse un po' assopiti dall’inverno, che si ridestano grazie al soffio dello Spirito, all'amore del Signore ed alla Sua misericordia. È la strada che cerchiamo di intraprendere, in questo anno, tanto importante per noi militi dell’Immacolata. Inerpicarsi lungo il faticoso e sconnesso cammino che porta alla pace.
È stata ufficialmente introdotta, il giorno 8 marzo 2019 nel locali Vicariato di Roma, la Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio fra’ Antonio Mansi (religioso e cofondatore della Milizia dell’Immacolata). Il solenne rito è stato presieduto da S.E. mons. Gianrico Ruzza, vescovo ausiliare di Roma, alla presenza di S.E. mons. Gianfranco Girotti, del ministro provinciale di Napoli fra’ Cosimo Antonino (era presente anche il vicario provinciale fr. Paolo Galante), dei vertici della M.I. Italia (Presidente, Assistente e Consiglio di Presidenza), di fr. Gianfranco Grieco (autorevole biografo del Mansi), del guardiano del convento S. Massimiliano Kolbe fr. Valentin Redondo, del parroco di S. Dorotea fr. Umberto Fanfarillo, del vice sindaco di Ravello Ulisse Di Palma e della famiglia Mansi al completo. Dopo il rituale giuramento dei membri del tribunale e del vice postulatore fr. Raffaele Di Muro, mons. Ruzza ha evidenziato la preziosità della figura del Mansi, augurandosi che possa, in futuro, divenire modello per i giovani religiosi in formazione e per quanti si affidano all’Immacolata. Il vescovo ha, inoltre, ricordato ai presenti che S. Massimiliano Kolbe era un grande estimatore di questo confratello, da lui considerato frate esemplare. Gioia e commozione hanno caratterizzato questo importante evento, che rende omaggio ad un giovane ed autorevole rappresentante dei Frati Minori Conventuali e della Milizia dell’Immacolata. Fr. Raffaele Di Muro
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