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SEDI DELLA MILIZIA DELL’IMMACOLATA IN ITALIA
La Chiesa, in tutte le sue componenti, sia testimone del Risorto. “Il tempo del canto è tornato”
La Milizia dell’Immacolata si fa presente in tutto il mondo. Come un regno nel quale non tramonta mai il sole, i militi percorrono il mondo attraverso la propria offerta di vita all’Immacolata e la compromissione con il Regno di Dio. In questo mondo, quando è primavera nella Città dell’Immacolata polacca, per esempio, è autunno in quella filippina. Ma, in tutte le Città dell’Immacolata e nel cuore di ogni milite, in questo mese, si celebra la Pasqua, la manifestazione della vita e della gioia. Nel 1938, san Massimiliano Kolbe ha registrato la sua esperienza pasquale con queste parole: “È primavera. Spuntano le foglie e presso la statua dell’Immacolata, il pesco è tutto in fiore. In quest’atmosfera noi ascoltiamo i canti gioiosi della solennità di Pasqua, la quale costituisce, secondo le parole di san Paolo il fondamento della nostra fede in Gesù” (1Cor 15,14-25). (SK 1230). Nel libro del Cantico dei Cantici, in forma poetica, è presentato il cambiamento della stagione e l’abbondanza che ne segue. “Perché, ecco, l’inverno è passato, è cessata la pioggia, se n’è andata; i fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna. Il fico ha messo fuori i primi frutti e le viti fiorite spandono fragranza. Alzati, amica mia, mia bella, e vieni!” (Ct 2,11-13). Possiamo chiederci com’è l’immagine della Madonna nelle nostre Città dell’Immacolata in questo periodo di Pasqua. Adornata di fiori nelle terre dove è primavera? Di canti e frutti? Di bambini e di giovani? Di pellegrini? Di fedeli che iniziano l’itinerario dei primi cinque sabati del mese? Di persone afflitte? Di gente bisognosa? Quali sono i volti sofferenti che potremmo approssimare alla figura di Maria perché sia Pasqua anche in questi cuori? Molte persone possono aspettare la fine dell’inverno con la Milizia dell’Immacolata. Lei può essere un rifugio per aspettare che le tempeste passino. I giardini dell’Immacolata possono essere l’unico luogo nel quale molte persone possono ancora vedere fiori e segnali di speranza. Il documento di Aparecida dice che i discepoli e missionari sono chiamati “a contemplare, nei volti sofferenti dei nostri fratelli, il volto di Cristo che ci chiama a servirlo in essi”. Secondo i vescovi del continente latino-americano e del caribe, questi volti “sfidano il nucleo del lavoro della Chiesa, della pastorale e delle nostre attitudini cristiane. Tutto ciò che ha relazione con Cristo ha relazione con i poveri, e tutto ciò che è relazionato con i poveri invoca Gesù Cristo” (30). “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40), ha detto Gesù, e il Documento di Aparecida presenta come destinatari dell’azione misericordiosa della Chiesa “i volti sofferenti che soffrono in noi”, soprattutto, le persone che vivono nelle strade delle grandi città, i migranti, gli infermi, i dipendenti di droga e i prigionieri. Per san Massimiliano Kolbe la fede nella risurrezione si manifestava attraverso dei segni. Nel campo di concentramento, lui, come Cristo, si è svuotato di se stesso, ha dato la vita per un’altra persona e ha dato vita anche a coloro che erano lì vicino a lui. Lui aveva con i canti primaverili del convento e ha saputo perfino sussurrarli nel bunker per essere segno eloquente della risurrezione di Gesù dando speranza ai condannati.
Lunedì 27 Maggio 2019 ore 20.00 presso il Teatro Curci Barletta La Parrocchia del Buon Pastore organizza una messa in scena del musical di Daniele Ricci dedicato alla figura di Massimiliano Kolbe, presbitero e francescano polacco morto nel 1941 ad Auschwitz, proclamato santo nel 1982 da papa Giovanni Paolo II. Info: 389 11 55 735
pregate l’Immacolata, affinchè voglia dirigere Lei stessa la sua milizia e il suo “Cavaliere” e non permetta a nessuno di ostacolarLa. (Massimiliano Maria Kolbe)
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