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La vita di Rita nel monastero scorre serena, vive nel servizio in unità con le sue sorelle, dedicandosi alla preghiera, anche quando è sola nella sua cella prega e medita soffermandosi a pensare a Gesù e alla sua passione. Lei pensava che Gesù ha donato la sua vita sulla croce per la salvezza dell’umanità e quindi pensa che questo è il più grande messaggio che si è avuto e lei prega per non dimenticarlo. Rita vorrebbe partecipare in qualche modo alla sofferenza di Gesù per il bene di chi è lontano da lui e dal suo amore. Un giorno mentre prega, una spina della corona che i soldati avevano posto sul capo di Gesù, la ferisce lasciandole un segno sulla fronte, diventando per tutti il segno della sua unione a Gesù sofferente. Una volta le monache del monastero decidono di recarsi a Roma lasciando per qualche giorno Cascia. Anche Rita desidera andare, per vedere i luoghi sani, pregare e visitare le chiese dedicate ai martiri, ma la superiora la sconsiglia per la sua ferita, perché doveva andare bendata, e avrebbe avuto bisogno di cure… Rita insiste portando con sé del semplice unguento, con quello si tocca la ferita a tal punto che sembra che tutto sia scomparso. Così Rita può partire e andare a Roma con tutte le monache, partecipando con gioia al pellegrinaggio. Al ritorno a Cascia, quando ormai il pellegrinaggio è terminato, sulla fronte di Rita ricompare la ferita della spina. Intanto passa il tempo, e dopo quarant’anni nel monastero, Rita si ammala, la sua malattia diventa per tutte le sue sorelle esempio di pazienza e di mitezza. Rita, affronta con fortezza e difficoltà la malattia, continuando a pregare e offrendo a Dio la sua vita. Quando ormai la malattia diventa più grave, una sua parente va a visitarla nella cella del monastero. Al momento di andarsene chiede a Rita se per caso desidera qualcosa da quella che un tempo era casa sua a Roccaporena. Rita risponde di sì: le piacerebbe molto avere una rosa del suo giardino e due fichi dall’albero del suo orto… La donna pensa che Rita essendo malata non sa che a Roccaporena nevica essendo un inverno rigido. Comunque quando rientra per andare alla casa di Rita con grande sorpresa vede nel giardino in mezzo a un cespuglio innevato, una rosa bellissima, la donna stupita guardando verso il fico vede due frutti maturi pendere dai rami spogli. Com’è possibile che una rosa sbocci e due fichi maturino in pieno inverno? Si chiedeva… A quel punto fa ritorno a Cascia e porta a Rita ciò che ha trovato. Ma intanto Rita nasce al cielo era il 22 maggio del 1447 . Nessuno potrà dimenticare la sua testimonianza d’amore, di raccoglimento e di preghiera. Ecco perché allora e oggi tutta l’umanità si rivolge a lei perché interceda presso Gesù, suo Maestro, suo Amico e suo Signore.