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Intenzione di LUGLIO
“Perché anche voi siate in comunione con noi” (1Gv 1,3). La manifestazione di Dio è visibile, auditiva e tangibile. Essa diventa la nostra vita. La Milizia dell’Immacolata, come associazione cattolica, è visibile anche nell’operare dei militi che, anche in modo discreto, sono segni in diversi ambienti e in diverse realtà. La MI è anche ascoltata per mezzo delle sue emittenti radio e anche per mezzo di piccole stampe e della distribuzione delle medaglie miracolose, il carisma è “suonato” da migliaia di persone. Questa dinamica che Giovanni racconta nella sua lettera che ha visto e toccato è il contenuto dell’annuncio. Trasmettere la rivelazione di Dio non è come una propaganda, ma è un'esperienza di vita, la partecipazione della vita divina. Condividere la vita con il Padre e con il Figlio, come indica Giovanni, è vivere in comunione, è aprire la vita a una dimensione trascendente e integrante. Nel nostro mondo esistono molte connessioni virtuali e in alcuni momenti manca la comunione reale, la vita condivisa con Dio e con i fratelli. San Massimiliano Kolbe concepisce la fraternità universale per il fatto di essere stati creati e redenti da Dio. Il nostro respiro porta con questa dinamica di comunione e unità con il Creatore che molte volte è rotta e scossa dal peccato. “Di fronte a Dio siamo tutti uguali, poiché siamo tutti opera delle sue mani, tutti redenti dal sangue dell’Uomo-Dio, tutti abbiamo questo Dio come fine ultimo, tutti viviamo soltanto per dargli la dimostrazione della nostra fedeltà e così meritare di possederlo eternamente dopo la morte” (Scritto di San Massimiliano Kolbe 1026). San Massimiliano è stato fedele alla Chiesa e ha manifestato con chiarezza la sua obbedienza di figlio all’Ordine Francescano riconoscendo il valore soprannaturale di questa comunione. Nell’apostolato, intendeva anche che la consacrazione all’Immacolata era l’elemento comune di tutti coloro che lavoravano con ardore nelle più diverse attività nella Città dell’Immacolata e dei militi che, nei propri ambienti, si dedicavano all’evangelizzazione e alla santificazione personale. Maria ha vissuto in modo profondo la comunione con la Trinità, come vediamo contemplando l’Annunciazione. Maria ha vissuto vincoli forti di comunione con il suo Figlio e con Giuseppe. Sono fuggiti insieme, hanno peregrinato insieme molte volte e fino all’ultimo respiro di Gesù Lei Lo ha accompagnato. Per questo, Maria è stata un segno di speranza e ha dato fermezza agli apostoli nella Chiesa nascente. Papa Francesco allerta, nell’Esortazione Apostolica Gaudete et Exsultate, sul fatto che se tralasciamo la vita di comunione e ci lasciamo guidare dall’individualismo, corriamo dei rischi. “È tale il bombardamento che ci seduce che, se siamo troppo soli, facilmente perdiamo il senso della realtà, la chiarezza interiore, e soccombiamo” (140), dice il Pontefice. Facciamo nostro il cammino di fede nella MI sotto lo stendardo dell’Immacolata e chiediamole che ci conservi in comunione. Gran parte dell’apostolato dei militi è realizzato in maniera individuale, a volte nel silenzio di casa. C’è anche il lavoro di evangelizzazione in piccoli gruppi e in grandi sedi. La propria struttura dell’associazione, pensata da Padre Kolbe, è d’interazione e di comunione. Esiste, tuttavia, il rischio di un compromesso di fede appena nell’ambito personale e di un’esperienza isolata del carisma. Nel 1968, nell’applicare per il continente latino-americano il Concilio Vaticano II, i vescovi indicarono, nella Conferenza di Medellín, che un cammino possibile è la pastorale d’insieme. Questo pensiero viene incontro all’attitudine di Kolbe di apostolato organizzato per la MI. Questi pensieri non sono di struttura burocratica, ma forme per mettere in pratica la dinamica di comunione della Chiesa. Il Documento di Medellín indica che tutta l’azione ecclesiale è “destinata a portare tutto l’uomo e tutti gli uomini alla piena comunione di vita con Dio nella comunione visibile della Chiesa, e deve essere necessariamente globale, organica e articolata”. Che nel nostro mondo, segnato dalla cultura dell’istantaneo e dalle connessioni veloci di internet, possiamo testimoniare la solidità della nostra vita di comunione e stabilire una connessione significativa con chi è vicino a noi. E che il nostro servizio sia organizzato per generare comunione.
Perché l’amore dei credenti superi ogni divisione e discordia.
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